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A Busseto la consegna delle borse di studio dell'associazione "Nicolas Comati"

L'Amministrazione Comunale di Busseto ha accolto l'invito a partecipare alla consegna delle borse di studio istituite dall'Associazione Nicolas Comati. Era presente in rappresentanza la Vice Sindaca Milva Furlotti per confermare l'importanza del progetto di questa associazione di Busseto, volto alla sensibilizzazione ad una guida sicura attraverso pratiche che possano contribuire a ridurre incidenti stradali e promuovere una maggiore consapevolezza sulla strada.

Il progetto ha previsto 3 categorie di premi ed un elevato numero di partecipanti, singoli o gruppi, di numerose scuole superiori del territorio, che hanno presentato video, poster ed elaborati. La Presidentessa dell'associazione, Sonia Mezzadri, ha promosso un'iniziativa in grado di dialogare con ragazzi e con ragazze in modo diretto e coinvolgente, facendoli riflettere allo stesso tempo sulle conseguenze irreparabili di comportamenti superficiali e/o irresponsabili.

Bravi tutti, ragazzi, insegnanti e tutti coloro che si sono adoperati ed hanno partecipato a questo progetto.

L'ampliamento dell'Istituto "Berenini" di Fidenza


Illustrato nei giorni scorsi il progetto dal consigliere delegato Aldo Spina e dall'ing. della Provincia Paola Cassinelli alla presenza del dirigente scolastico Fernando Crespi, alcuni studenti ed il vicesindaco di Fidenza Davide Malvisi.
L’Amministrazione Provinciale di Parma ha pianificato l'investimento per ampliare e si procede quindi alla progettazione di primo livello come previsto dal Codice degli Appalti, il Progetto di Fattibilità Tecnico Economico.
Il progetto è stato condiviso dall’inizio con un gruppo di studenti e professori della scuola l'elaborato preliminare che ne è uscito oltre a soddisfare le richieste di nuovi spazi ha colto una serie di nuove esigenze anche in termini di qualità dell'ambiente di studio.
“Con questa realizzazione le esigenze di questo istituto, che ha visto aumentare la sua popolazione scolastica negli ultimi anni di circa il 50%, saranno soddisfatte pienamente, per dotare tutto il territorio della Bassa parmense di un edificio scolastico all’avanguardia”.
Il progetto prevede la demolizione dell’esistente edificio ex “Pubblica Assistenza di Fidenza con relativi garages”, palazzina non utilizzata da anni ed in stato di inagibilità.
L’edificio nuovo si sviluppa su tre piani fuori terra e contempla la realizzazione di 12 aule – 4 per piano - oltre il blocco dei servizi igienici per poter accogliere 360 studenti.
I fronti nord ed ovest presentano una sorta di giardino verticale, realizzati con pareti in cemento armato faccia a vista ed un “mascheramento a manto verde”.
L’edificio in progetto sarà collegato al plesso esistente tramite un passaggio esterno coperto in struttura leggera in alluminio e vetro, che permetterà l’accesso diretto dall’atrio scolastico esistente. Le vetrate esterne saranno a tutt’altezza.

Importo complessivo dell’intervento: 5.050.000,00 euro.

Un e-Book per supportare il lavoro educativo e pastorale

Un e-Book per accompagnare i bambini e le bambine a scuola, in famiglia e in parrocchia. L’iniziativa promossa dal CREMIT – Centro di ricerca sull’educazione ai media, all’innovazione e alla tecnologia – dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e dall’Ufficio Nazionale per le comunicazioni sociali della CEI intende supportare il lavoro educativo e pastorale in vista della Giornata Mondiale dei Bambini (Roma, 25-26 maggio).
Disponibile gratuitamente sui siti dei promotori e sui canali social del CREMIT e della Conferenza Episcopale Italiana, il sussidio si intitola “Come è bello stare insieme” e presenta dieci schede, da utilizzare nei vari contesti educativi, che declinano tematiche correlate: il dono, la gratitudine, il valore di ciascuno, le storie, la festa, la comunità, la preghiera come incontro, la felicità, la speranza, l’amicizia. Ogni scheda parte da una frase del Messaggio del Papa per la Giornata e indica obiettivi, adattabili a età e realtà diverse, attività per step, strumenti (analogici e digitali). Completa la proposta un contributo sul mondo dei piccoli raccontato dal cinema, con alcuni titoli di film che trattano – mediante il linguaggio visivo – argomenti come l’ascolto, il perdono, il dialogo.
“La Giornata mondiale dei bambini – spiega Domenico Simeone, direttore del CREMIT – ci chiede di riflettere sulla responsabilità educativa degli adulti. Ogni bambina, ogni bambino che nasce è una novità che interpella gli adulti e chiede un prendersi cura denso di significati”. Simeone ricorda che “lo spazio interpersonale è il luogo in cui può avvenire la consegna del dono dell’educazione, uno spazio non già di proprietà di un soggetto bensì alimentato dalla relazione tra soggetti; vero e proprio luogo di incontro, di comunicazione, di manifestazione di sé, di comprensione, di accoglienza, di progettualità. Qui abbiamo il movimento profondo di ogni forma di amore, che acquista una centralità tutta particolare nell’amore genitoriale: lasciare il posto all’altro”.

L’e-Book, osserva Vincenzo Corrado, direttore dell’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali della CEI, “intende sostenere quei piccoli passi che generano cambiamenti, costruendo futuro, a partire dai bambini. È una proposta che vuole valorizzare la forza dell’impegno educativo. Con una carica comunicativa”. Infatti, “la moltiplicazione di strumenti e di possibilità mediatiche richiede un surplus d’impegno per non lasciare che l’evoluzione continua prenda il sopravvento sulla conoscenza e sulla formazione. In questo senso, tornare a parlare di alleanza fra i diversi soggetti che hanno a cuore il futuro dei bambini non è un discorso demodé ma un imperativo categorico”.

Questa proposta, aggiunge Alessandra Carenzio, del Cremit, vuole essere uno stimolo, un “servizio al territorio per incontrare la voglia di trasformare il mondo attraverso l’educazione. Il valore di queste risorse sta nella possibilità di coinvolgere, attivare, aprire il confronto. Riconoscere il valore del bambino nella comunità che lo accoglie e lo cresce. L’augurio è di attivare ponti, racconti, visioni e circolarità: i bambini ci guardano, ci insegnano molto e meritano di essere ascoltati in ogni frangente, in questa giornata e per tutto l’anno”.

E' possibile visionare o scaricare l'e-book qui.

A Fidenza e Salsomaggiore c'è "Abbiamo riso per una cosa seria"

Anche la Comunità Missionaria di Villaregia per lo Sviluppo (COMIVIS ETS) parteciperà alla campagna “Abbiamo riso per una cosa seria” promossa da FOCSIV, in collaborazione con Coldiretti e Campagna Amica, a sostegno dell’agricoltura familiare in Italia e nei Paesi poveri. Quest’anno l’impegno sarà a sostegno delle famiglie più povere della periferia di Ouagadougou, capitale del Burkina Faso, promuovendo uno sviluppo sostenibile che migliori le loro condizioni di vita a lungo termine. Saranno avviate varie forme di allevamento, la produzione agricola e il supporto alle microimprese femminili, nonché l’inclusione sociale dei giovani.

Sarà possibile trovare banchetti solidali a Salsomaggiore Terme (viale Berenini) il 27 maggio e a Fidenza (piazza Grandi) il 31 maggio presso i mercati di campagna amica.

Due concerti a Chiusa Ferranda

Grande festa nelle frazioni di Chiusa Ferranda e Chiusa Viarola. Il 24 e il 25 maggio presso la chiesa parrocchiale avranno infatti luogo due concerti in onore della Madonna di Caravaggio, da tempo venerata per tradizione da tutta la comunità. Venerdì 24 maggio alle ore 21 si esibirà il coro polifonico “San Pio X” di Soragna diretto da Massimo Reggiani. Sabato 25 maggio invece, allo stesso orario, si esibirà il coro della parrocchia ortodossa della SS.ma Trinità diretto dalla maestra Maria Pahomea.

Open Day per conoscere le associazioni del territorio

Domenica 19 maggio le associazioni Fidenza For Children odv e Fratelli dell’India odv promuoveranno una giornata aperta presso la sede di Chiusa Ferranda. Gli orari di apertura saranno dalle ore 10 alle ore 12.30 e riprenderanno nel pomeriggio dalle ore 15.30 alle ore 18. Sarà pertanto data la possibilità a tutte le persone che seguono le attività di volontariato delle associazioni di conoscere gli sviluppi dei progetti in essere e di quelli in divenire. Sarà allestito un piccolo parco giochi per i bambini ai quali sarà consegnato un simpatico omaggio. Per informazioni telefonare al 340.5233789 (Fidenza For Children) oppure al 333.2723694 (Fratelli dell’India) oppure inviare una mail a fidenzaQuesto indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Lettera all’Unione Europea

Pubblichiamo la Lettera all’Unione Europea del Card. Matteo Maria Zuppi, Presidente della CEI, e di Mons. Mariano Crociata, Presidente della COMECE, in occasione della Giornata dell’Europa 2024 e in vista delle prossime elezioni europee.

Cara Unione Europea,

darti del tu è inusuale, ma ci viene naturale perché siamo cresciuti con te. Sei una, sei “l’Europa”, eppure abbracci ben 27 Paesi, con 450 milioni di abitanti, che hanno scelto liberamente di mettersi insieme per formare l’Unione che sei diventata. Che meraviglia! Invece di litigare o ignorarsi, conoscersi e andare d’accordo! Lo sappiamo: non sempre è facile, ma quanto è decisivo, invece di alzare barriere e difese, cancellarle e collaborare. Tu sei la nostra casa, prima casa comune. In questa impariamo a vivere da “Fratelli Tutti”, come ha scritto un tuo figlio i cui genitori andarono fino alla “fine del mondo” per cercare futuro.

Nel cuore un desiderio

Ti scriviamo perché abbiamo nel cuore un desiderio: che si rafforzi ciò che rappresenti e ciò che sei, che tutti impariamo a sentirti vicina, amica e non distante o sconosciuta. Ne hai bisogno perché spesso si parla male di te e tanti si scordano quante cose importanti fai! Durante il COVID lo abbiamo visto: solo insieme possiamo affrontare le pandemie. Purtroppo, lo capiamo solo quando siamo sopraffatti dalle necessità, per poi dimenticarlo facilmente! Così, quando pensiamo che possiamo farcela da soli finiamo tutti contro tutti.

Dagli inizi ad oggi

Non possiamo dimenticare come prima di te, per secoli, abbiamo combattuto guerre senza fine e milioni di persone sono state uccise. Tutti i sogni di pace si sono infranti sugli scogli di guerre, le ultime quelle mondiali, che hanno portato immense distruzioni e morte. Proprio dalla tragedia della Seconda guerra mondiale – che ha toccato il male assoluto con la Shoah e la minaccia alla sopravvivenza dell’umanità intera con la bomba atomica – è nato il germe della comunità di Paesi sovrani che oggi è l’Unione Europea. C’è stato chi ha creduto che le nazioni non fossero destinate a combattersi, che dopo tanto odio si potesse imparare a vivere assieme. Tra quelli che ti hanno pensata e voluta non possiamo dimenticare Robert Schuman, francese, Konrad Adenauer, tedesco, e Alcide De Gasperi, italiano: animati dalla fede cristiana, essi hanno sentito la chiamata a creare qualcosa che rendesse impossibile il ritorno della guerra sul suolo europeo. Hanno pensato con intelligenza, ambizione e coraggio. Non sono mancati momenti difficili, ma la forza che viene dall’unità ha mostrato il valore del cammino intrapreso e la possibilità di correggere, aggiustare, intendersi.

La Comunità Europea venne concepita nel 1951 attorno al carbone e all’acciaio, materie allora indispensabili per fare la guerra, per prevenire ogni velleità di farne uso ancora una volta l’uno contro l’altro. In realtà quei tre grandi uomini, e tanti altri con loro, hanno cercato di più, e cioè la riconciliazione tra i popoli e la cancellazione degli odi e delle vendette.

Trovare qualcosa su cui lavorare insieme, anche solo sul piano economico, come dimostrano i Trattati firmati a Roma nel 1957, è stato l’inizio di un cammino che ha visto poco alla volta nuovi popoli entrare nella Comunità e, dopo la caduta del muro di Berlino, nel 1989, il cambiamento del nome, nel 1992, in Unione Europea, e l’allargamento, nel 2004, ai Paesi dell’allora Patto di Varsavia, ben dieci in una volta. I problemi non sono mancati, ma quanto sono stati importanti la moneta unica e l’abbattimento delle barriere nazionali per la libera circolazione delle persone e delle merci! Ultimo, l’accordo sulla riforma con il Trattato di Lisbona, entrato in vigore nel 2009.

Il senso dello stare insieme

Cara Unione Europea, sei un organismo vivo, perciò forse viene il momento per nuove riforme istituzionali che ti rendano sempre più all’altezza delle sfide di oggi. Ma non puoi essere solo una burocrazia, pur necessaria per far funzionare organizzazioni così complesse come quella che sei diventata. Direttive e regolamenti da soli non fanno crescere la coesione. Serve un’anima! In questi anni abbiamo visto compiere passi avanti significativi, quando per esempio hai accompagnato alcuni Paesi a superare le crisi economiche, ma abbiamo anche dovuto registrare fasi di stallo e difficoltà. E queste crescono quando smarriamo il senso dello stare insieme, la visione del nostro futuro condiviso, o facciamo resistenza a capire che il destino è comune e che bisogna continuare a costruire un’Europa unita.

Il ritorno della guerra

Perciò, qualche volta ci chiediamo: Europa, dove sei? Che direzione vuoi prendere? Sono questi anche gli interrogativi del Papa: «Guardando con accorato affetto all’Europa, nello spirito di dialogo che la caratterizza, verrebbe da chiederle: verso dove navighi, se non offri percorsi di pace, vie creative per porre fine alla guerra in Ucraina e ai tanti conflitti che insanguinano il mondo? E ancora, allargando il campo: quale rotta segui, Occidente?» (Discorso, Lisbona, 2 agosto 2023).

In tutti questi anni siamo molto cambiati e facciamo fatica a capire e a tenere vivo lo spirito degli inizi. Dopo un così lungo periodo di pace abbiamo pensato che una guerra su territorio europeo sarebbe stata ormai impossibile. E invece gli ultimi due anni ci dico che ciò che sembrava impensabile è tornato. Abbiamo bisogno di riprendere in mano il progetto dei padri fondatori e di costruire nuovi patti di pace se vogliamo che la guerra contro l’Ucraina finisca, e che finisca anche la guerra in corso in Medio Oriente, scoppiata a seguito dell’attacco terroristico del 7 ottobre scorso contro Israele, e con essa l’antisemitismo, mai sconfitto e ora riemergente. Lo dice così bene anche la nostra Costituzione italiana: è necessario combattere la guerra e ripudiarla per davvero!

Se non si ha cura della pace, rischia sempre di tornare la guerra. Lo diceva Robert Schuman nella sua Dichiarazione del 9 maggio 1950, che ha dato avvio al processo di integrazione europea: «L’Europa non è stata fatta: abbiamo avuto la guerra». Egli si riferiva al passato, ma le sue parole valgono anche oggi. L’unità va cercata come un compito sempre nuovo e urgente. Non dobbiamo aspettare l’esplosione di un altro conflitto per capirlo!

Il ruolo internazionale e la tentazione dei nazionalismi

Che ruolo giochi, Europa, nel mondo? Vogliamo che tu incida e porti la tua volontà di pace, gli strumenti della tua diplomazia, i tuoi valori. Risveglia la tua forza così da far sentire la tua voce, così da stabilire nuovi equilibri e relazioni internazionali. Le tue divisioni interne non ti permettono di assumere quel ruolo che dalla tua statura storica e culturale ci si aspetterebbe. Non vedi il rischio che le tue contrapposizioni intestine indeboliscano non solo il tuo peso internazionale ma anche la capacità di far fronte alle attese dei tuoi popoli?

Tanti pensano di potere usufruire dei benefici che tu hai indubbiamente portato, come se fossero scontati e niente possa comprometterli. La pandemia o le periodiche proteste, ultima quella degli agricoltori, ci procurano uno sgradevole risveglio. Capiamo che tanti vantaggi acquisiti potrebbero svanire. Il senso della necessità però non basta a spingere sempre e tutti a superare le divisioni. Alcuni vogliono far credere che isolandosi si starebbe meglio, quando invece qualunque dei tuoi Paesi, anche grande, si ridurrebbe fatalmente al proverbiale vaso di coccio tra vasi di ferro. Per stare insieme abbiamo bisogno di motivazioni condivise, di ideali comuni, di valori apprezzati e coltivati. Non bastano convenienze economiche, poiché alla lunga devono essere percepite le ragioni dello stare insieme, le uniche capaci di far superare tensioni e contrasti che proprio gli interessi economici portano con sé nel loro fisiologico confrontarsi.

Ha detto Papa Francesco: «In questo frangente storico l’Europa è fondamentale. Perché essa, grazie alla sua storia, rappresenta la memoria dell’umanità ed è perciò chiamata a interpretare il ruolo che le corrisponde: quello di unire i distanti, di accogliere al suo interno i popoli e di non lasciare nessuno per sempre nemico. È dunque essenziale ritrovare l’anima europea» (Discorso, Budapest, 28 aprile 2023).

Vorremmo che tutti sentissimo l’orgoglio di appartenerti, Europa. Oggi appare distante, a volte estraneo, tutto ciò che sta oltre i confini del proprio Paese. Eppure, le due appartenenze, quella nazionale e quella europea, si implicano a vicenda. La tua è stata fin dall’inizio l’Unione di Paesi liberi e sovrani che rinunciavano a parte della loro sovranità a favore di una, comune, più forte. Perciò non si tratta di sminuire l’identità e la libertà di alcuno, ma di conservare l’autonomia propria di ciascuno in un rapporto organico e leale con tutti gli altri.

Valori europei e fede cristiana

Le nostre idee e i nostri valori definiscono il tuo volto, cara Europa. Anche in questo la fede cristiana ha svolto un ruolo importante, tanto più che dal suo sentire è uscito il progetto e il disegno originario della tua Unione. Come cristiani continuiamo a sentirne viva responsabilità; e del resto troviamo in te tanta attenzione alla dignità della persona, che il Vangelo di Cristo ha seminato nei cuori e nella tua cultura. Soffriamo non poco, perciò, nel vedere che hai paura della vita, non la sai difendere e accogliere dal suo inizio alla sua fine, e non sempre incoraggi la crescita demografica.

«Penso – dice il Papa – a un’Europa che non sia ostaggio delle parti, diventando preda di populismi autoreferenziali, ma che nemmeno si trasformi in una realtà fluida, se non gassosa, in una sorta di sovranazionalismo astratto, dimentico della vita dei popoli. [...] Che bello invece costruire un’Europa centrata sulla persona e sui popoli, dove vi siano politiche effettive per la natalità e la famiglia [...], dove nazioni diverse siano una famiglia in cui si custodiscono la crescita e la singolarità di ciascuno» (Discorso, Budapest, 28 aprile 2023).

Il tema dei migranti e le sue implicazioni

Cara Europa, tu non puoi guardare solo al tuo interno. Non si può vivere solo per stare bene, ma stare bene per aiutare il mondo, combattere l’ingiustizia, lottare contro le povertà. Ormai da decenni sei il punto di arrivo, il sogno di tante persone migranti che da diversi continenti cercano entro i tuoi confini una vita migliore. Tanti vogliono raggiungerti perché sono alla ricerca disperata di un futuro. E molti, con il loro lavoro, non ti aiutano forse già a prepararne uno migliore? Non si tratta di accogliere tutti, ma che nessuno perda la vita nei “viaggi della speranza” e tanti possano trovare ospitalità. Chi accoglie genera vita! L’Italia è spesso lasciata sola, come se fosse un problema solo suo o di alcuni, ma non per questo deve chiudersi. Prima o poi impareremo che le responsabilità, comprese quelle verso i migranti, vanno condivise, per affrontare e risolvere problemi che in realtà sono di tutti.

Tu rappresenti un punto di riferimento per i Paesi mediterranei e africani, un bacino immenso di popoli e di risorse nella prospettiva di un partenariato tra uguali. Compito essenziale perché in realtà un soggetto sovranazionale come l’Unione non può sussistere al di fuori di una reciprocità di relazioni internazionali che ne dicano il riconoscimento e il compito storico, e che promuovano il comune progresso sociale ed economico nel segno dell’amicizia e della fraternità.

Compiti e sfide

Cara Europa, è tempo di un nuovo grande rilancio del tuo cammino di Unione verso una integrazione sempre più piena, che guardi a un fisco europeo che sia il più possibile equo; a una politica estera autorevole; a una difesa comune che ti permetta di esercitare la tua responsabilità internazionale; a un processo di allargamento ai Paesi che ancora non ne fanno parte, garanzia di una forza sempre più proporzionata all’unità che raccogli ed esprimi. Le esigenze di innovazione economica e tecnica (pensiamo all’Intelligenza Artificiale), di sicurezza, di cura dell’ambiente e di custodia della “casa comune”, di salvaguardia del welfare e dei diritti individuali e sociali, sono alcune delle sfide che solo insieme potremo affrontare e superare. Non mancano purtroppo i pericoli, come quelli che vengono dalla disinformazione, che minaccia l’ordinato svolgimento della vita democratica e la stessa possibilità di una memoria e di una storia non falsate.

Insieme alle riforme istituzionali democraticamente adottate, c’è bisogno di far crescere un sentire comune, un apprezzamento condiviso dei valori che stanno alla base della nostra convivenza nell’Unione Europea. Ci vuole un nuovo senso della cittadinanza, un senso civico di respiro europeo, la coscienza dei popoli del continente di essere un unico grande popolo. Ne siamo convinti: è innanzitutto questo senso di comunità di cittadini e di popoli che ci chiedi di fare nostro, cara Europa.

Le prossime elezioni

Le prossime elezioni per il rinnovo del Parlamento Europeo e la nomina della Commissione Europea sono l’occasione propizia e irripetibile, da cogliere senza esitazione. Purtroppo, a farsi valere spesso sono le paure e il senso di insicurezza di fronte alle difficoltà. Anche questo andrebbe raccolto e ascoltato per mostrare come proprio tu sia lo strumento e il luogo per affrontare e vincere paure e minacce.

Facciamo appello, perciò, a tutti, candidati e cittadini, a cominciare dai sedicenni che per la prima volta in alcuni Paesi andranno a votare, perché sentano quanto sia importante compiere questo gesto civico di partecipazione alla vita e alla crescita dell’Unione. Non andare a votare non equivale a restare neutrali, ma assumersi una precisa responsabilità, quella di dare ad altri il potere di agire senza, se non addirittura contro, la nostra libertà. L’assenteismo ha l’effetto di accrescere la sfiducia, la diffidenza degli uni nei confronti degli altri, la perdita della possibilità di dare il proprio contributo alla vita sociale, e quindi la rinuncia ad avere capacità e titolo per rendere migliore lo stare insieme nell’Unione Europea.

L’augurio che ti facciamo, cara Unione Europea, è che questa tornata elettorale diventi davvero un’occasione di rilancio, un risveglio di entusiasmo per un cammino comune che contiene già, in sé e nella visione che proietta, un senso vivo di speranza e di impegno motivato e convinto da parte dei tuoi cittadini.

Un nuovo umanesimo europeo

Sogniamo perciò ancora con Papa Francesco: «Con la mente e con il cuore, con speranza e senza vane nostalgie, come un figlio che ritrova nella madre Europa le sue radici di vita e di fede, sogno un nuovo umanesimo europeo, “un costante cammino di umanizzazione”, cui servono “memoria, coraggio, sana e umana utopia”» (Discorso, Vaticano, 6 maggio 2016).

 

Foto: CEI

“Spes non confundit”, la Bolla di indizione del Giubileo 2025

Con la Bolla Pontificia "Spes non confundit", il Santo Padre Francesco indice il Giubileo Ordinario del 2025.
 
APERTURA DELLA PORTA SANTA:
24 dicembre 2024 - Basilica di San Pietro
29 dicembre 2024 - San Giovanni in Laterano e in tutte le Chiese Cattedrali
1 gennaio 2025 - Santa Maria Maggiore
5 gennaio 2025 - San Paolo fuori le Mura

Il testo completo della Bolla di indizione: https://www.chiesacattolica.it/spes-non-confundit-la-bolla-di-indizione-del-giubileo-2025/

 

Foto: CEI

80° anniversario del bombardamento aereo su Fidenza (1944)

In occasione dell’80° anniversario del bombardamento aereo su Fidenza (avvenuto nel 1944) lunedì 13 maggio alle ore 15.30 nella chiesa del cimitero urbano verrà recitato il s. Rosario in memoria delle vittime e, a seguire, una corona di alloro sarà deposta nel Sacrario del cimitero. Alle ore 18.00 verrà celebrata la s. Messa nel Santuario della Gran Madre di Dio presieduta dal Vescovo Ovidio. Al termine ritrovo presso la cappella laterale della chiesa dove è collocata l’immagine “La Pietà” di Latino Barilli a perenne ricordo di quel tragico evento. Presenzieranno ai vari momenti i rappresentanti dell’Amministrazione comunale, il presidente provinciale dell’associazione nazionale vittime civili di guerra - sezione di Parma, comm. Alfredo Isetti e il presidente dell’associazione nazionale combattenti e reduci - sezione di Fidenza, dott. Ambrogio Ponzi. La cittadinanza è invitata.

Giornata delle Comunicazioni sociali: la libertà all’esame degli algoritmi

Di seguito proponiamo l'articolo a firma di Vincenzo Corrado, Direttore dell'Ufficio Nazionale per le Comunicazioni Sociali della CEI, pubblicato su "Portaparola", speciale di Avvenire del 7 maggio 2024 dedicato al tema della Giornata mondiale delle comunicazioni sociali "Intelligenza artificiale e sapienza del cuore". 

Se ne sta parlando, e questo è un primo risultato da leggere positivamente. La constatazione non intende sminuire ma sottolineare l’impegno in atto. L’Intelligenza artificiale, tema proposto da papa Francesco per l’ormai imminente Giornata mondiale delle comunicazioni sociali (12 maggio), pur nella sua complessità, ha sollecitato la vivacità del territorio con diverse iniziative. C’è un bisogno di conoscenza di questioni che non sono semplicemente tecniche o tecnologiche. Al centro di ogni sviluppo c’è sempre la persona umana. Il progresso, infatti, incide in modo massivo a livello antropologico, influenzando e determinando la socialità. La partita è iniziata. E come ricorda il Papa nel messaggio per la Giornata, «spetta all’uomo decidere se diventare cibo per gli algoritmi oppure nutrire di libertà il proprio cuore, senza il quale non si cresce nella sapienza».
Le sfide poste dalle nuove tecnologie, sia nella Chiesa che nella società, vengono accolte quasi sempre con un duplice atteggiamento che varia a seconda dell’età, della formazione culturale, della teologia e delle esperienze personali. Alla prospettiva positiva e di fiduciosa ricezione si affianca una visione preoccupata, a tratti allarmistica. Rispetto all’Intelligenza artificiale, ad esempio, alcuni enfatizzano i rischi, quali la deumanizzazione delle relazioni o la perdita di lavoro, mentre altri si concentrano sui benefici, come l’accessibilità aumentata alle informazioni religiose o le nuove forme di evangelizzazione. Papa Francesco indica la «sapienza del cuore» come bussola per tenere il giusto orientamento tra i due approcci contrapposti, definendola una «virtù che ci permette di tessere insieme il tutto e le parti, le decisioni e le loro conseguenze, le altezze e le fragilità, il passato e il futuro, l’io e il noi». È la virtù che consente di risolvere la frammentarietà di questo tempo, per abbracciare la dimensione integrale della vita. La spiritualità consente di andare in profondità superando le discrasie della quotidianità.
Il tema è di grande attualità, e non è casuale che, a livello ecclesiale, siano state dedicate due Giornate mondiali: quella per la Pace nel mese di gennaio e ora quella delle Comunicazioni sociali. A questa attenzione si uniscono le parole del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel messaggio di fine anno 2023: « Dobbiamo fare in modo che la rivoluzione che stiamo vivendo resti umana. Cioè, iscritta dentro quella tradizione di civiltà che vede, nella persona – e nella sua dignità – il pilastro irrinunziabile ». Lo sviluppo, continuo e inarrestabile, chiede uno sguardo nuovo che salvaguardi il portato etico che è patrimonio di tutti, prima che sia troppo tardi e prima che sia l’escalation tecnica a dettare le regole del gioco. Ecco perché la connessione pace-comunicazione, evidenziata dai due appuntamenti, può essere la cifra con cui contrastare il disimpegno, a favore della responsabilità. Sistemi sempre più complessi, con ricadute a livello antropologico, confermano l’irrinunciabilità alla comprensione e alla presenza. Se questo vale per ogni realtà o istituzione, interpella in modo maggiore la Chiesa per vocazione e missione. La comunicazione è, infatti, connaturale alla comunità cristiana. L’annuncio avviene sempre in una relazionalità comunicativa, ridefinendo lo spazio e il tempo della stessa comunicazione.
Il principio del tempo, nella sua permanenza e dinamicità, consente il dialogo tra la profondità del messaggio cristiano e l’immanenza di sistemi articolati, mentre lo spazio diventa “luogo” da abitare, al di là di qualsiasi logica di possesso, potere o affermazione personale, e dunque universo di senso perché vissuto nella logica della dimensione relazionale. In quest’ottica, il principio dello spazio gioca un ruolo fondamentale rispetto alla progettualità e alla creatività, in quanto bilancia la capacità di leggere la realtà e disegnare percorsi di comprensione con la possibilità di porre quesiti a sistemi in grado di organizzare risposte. Ecco, allora, che tempo e spazio rappresentano la condizione per armonizzare le nuove tecnologie con l’“essenza” della fede.

 

Foto: CEI

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